martedì 28 aprile 2020

Novella 37: il sorriso


C’erano due fidanzati che amavano tanto gli animali; per il loro anniversario trovarono, davanti alla porta, un pacco regalo dentro un carrello con un biglietto con scritto, da parte dei nonni: “vi amiamo tanto”. Dentro c’era pure un ragno. Alla fine della serata i due fecero un brindisi con una birra e con pezzo di torta a forma di mongolfiera. Quella sera fu una serata molto felice, speciale e indimenticabile.



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Autori: M.M. - A.B. - G.G.

lunedì 27 aprile 2020

Novella 36: l'idea

C’era una volta un ragazzo che ogni pomeriggio percorreva lo stesso tragitto in auto: un giorno vide un anziano camminare con molta difficoltà. Il giovane si fermò e chiese all'anziano se volesse un passaggio e dove abitasse. L'anziano rispose che abitava in cima alla montagna. Il ragazzo gli chiese perché non prendeva la funivia per andare a casa. Il signore gli rispose che aveva le vertigini. A quel punto il ragazzo gli propose un passaggio in macchina e il signore accettò.

L'anziano indicava la strada per arrivare a casa. A metà tragitto il povero signore chiese di fermarsi dal fruttivendolo dove prese un chilo di limoni e di banane. In tarda serata arrivarono a casa, il signore ringraziò moltissimo il giovane e gli chiese se lo poteva ospitare a casa sua con sua moglie: il ragazzo accettò. Parlando delle loro vite, i tre bevvero un frappè di limoni e banane che avevano comprato a metà tragitto. Il giovane, vedendo un palloncino appeso a un mobile, gli chiese se questo avesse un significato; l'anziano rispose che glielo aveva regalato sua nipote per il suo compleanno.






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Autori: A.M. - I.D. - E.M.

venerdì 24 aprile 2020

Novella 35: l'albero


Un giorno c'era un anziano che era molto curioso. Passeggiando vide un negozio di informatica, comprò un computer e provò a vincere del denaro con un gratta e vinci. Appena scoprì di aver vinto, comprò una costosa macchina. L'acquisto lo rese così felice che si sentiva il re della città. Tornando a casa vide che l’albero era cresciuto: ciò lo rendeva molto felice. Per concludere al meglio la giornata, con la sua macchina fotografica fece una foto al suo caro albero.




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Autori: E.M.

giovedì 23 aprile 2020

Novella 34: il perdono

Mancavano cinque giorni alla partenza per il  viaggio dei miei sogni. Mi era costato tanto quel viaggio! Per esattamente un anno e mezzo avevo lavorato sodo per poter mettere i soldi da parte, ma ne valeva la pena; le Maldive erano il posto perfetto per farmi questo regalo, quella vacanza rispecchiava tutto ciò che volevo, ovvero un posto tranquillo, caldo, con mare e palme. Ero così contenta, fino a quando ci hanno annunciato la comparsa del coronavirus e che tutti i voli sarebbero stati cancellati.

Mentre cercavo di essere rimborsata per il viaggio, mi arrivò una chiamata da mia madre che mi diede una brutta notizia; mi disse, con le lacrime agli occhi, che il nonno era stato infettato dal coronavirus e che non ci potevamo permettere le cure. Così decisi di utilizzare i soldi del rimborso per pagare il suo mantenimento in ospedale. Dopo una settimana di terapia intensiva il nonno riuscì a sconfiggere il coronavirus. Ero fiera di me stessa, sapevo di aver fatto la cosa giusta. Pensavo di utilizzare i soldi del rimborso per comprarmi un altro volo subito dopo la fine di questo incubo, ma la famiglia viene prima di tutto e  con quel piccolo gesto sono  riuscita a salvare la vita di qualcuno .



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Autori: D.C. - F.B. - F.P.

martedì 21 aprile 2020

Novella 33: la fatica

C’era una volta un uomo di nome Alfonso al quale, come regalo, i genitori regalarono una bici e dei soldi. Andò in edicola e prese il giornale dove c’era scritto che c’erano gli sconti per il paracadutismo, in autunno, e i biglietti si compravano al grattacielo diamante.
Salì sull’aereo, scivolò e cadde in un’isola sopra un albero pieno di foglie appiccicose. Un giorno vide delle impronte di cinghiale; allora andò a caccia e restò lì nell’isola per tre anni. Un giorno arrivò una barca di salvataggio e Alfonso ritornò a casa, dai suoi amici e genitori, sano e salvo.
                                                       









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Autori: T.S. - A.R. - Y.M.

lunedì 20 aprile 2020

Novella 32: il sogno

Un giorno Marco, prima di andare a dormire, bevve una camomilla e si addormentò. Durante la notte però fece un sogno bizzarro in cui, appena alzato, notò che faceva molto caldo. Così decise di andare in vacanza. Però erano ormai le 12:30 e quindi il treno per il mare era già partito. Così prese la tavola da surf e iniziò a correre dalla parte del treno però, per sbaglio, la tavola da surf si ruppe. Appena arrivato al mare si rese conto e ne comprò un’altra, così cominciò a surfare. Il ragazzo iniziò a palleggiare, una palla però per sbaglio la tirò ad un bambino e il bambino andò in bagno. Surfando vide una ragazza, Aoko, si conobbero e così andarono insieme in montagna, dove salirono in una gabbiovia che però si fermò a causa di una tempesta: ci rimasero bloccati per ben un mese e purtroppo morirono. Il padre di Aoko, che era un detective, era molto sconvolto perché sua figlia era morta, così bruciò il corpo dei ragazzi e nessuno lo seppe mai. Marco quando si svegliò iniziò a odiare i detective così andò a ucciderli uno ad uno.


Autori: A.M. - G.G.



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sabato 18 aprile 2020

Novella 31: il mistero

La scomparsa del Dr. Gianni

Era da un po’ che il dr. Gianni, uno dei più bravi in città, era scomparso, Luca era uscito fuori col suo cane, con la mascherina, ma sfortunatamente fu trovato dai poliziotti che gli dissero di ritornarsene a casa. Allora Luca, ritornando a casa, trovò dei pezzi di pomodoro e di anguria; cominciò a inseguirli, ma la traccia finì davanti a un bidone.        
Luca aprì il bidone e trovò…il dr. Gianni!
Il dr. Gianni era accecato dalla luce del sole e teneva in mano un ferro da stiro; il perché non si sa. Luca gli chiese perché si fosse nascosto e il dottore rispose che aveva guardato un programma sulla sopravvivenza umana e che voleva provarci anche lui: che quel giorno sarebbe stato l’ultimo in cui sarebbe stato dentro il bidone.

Grazie a Luca il mistero era svelato.    


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Autori: C.O.- P.O. - G.G.

venerdì 17 aprile 2020

Novella 30: il pancake


Un giorno uno chef decise di partecipare a una gara in Francia e il giorno stesso gli arrivò un pacco nel quale c'era l’invito. Partì con l'aereo e, appena arrivato, venne accompagnato nel luogo della gara. Qui vide moltissime stanze: allora cominciò a cucinare un pancake che doveva contenere banane, carne e mandarini. Lo mandò incartato ai giudici, i quali gli assegnarono il primo premio: solo più tardi si rese conto di essere l’unico partecipante della competizione.




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Autori: F.B. - A.B. - A.P.

Novella 29: il coraggio

Due amici, Mario e Luca, ritornando da scuola, videro in strada un camion grossissimo che stava per investire un bellissimo ragno nero. I due amici, con molto coraggio, si tuffarono nella strada per salvare il ragno e ci riuscirono, ma il grande camion stava per investirli e loro, per evitare che succedesse, riuscirono con un gran salto ad attaccarsi alla maniglia posteriore del camion ed entrarono nel cassone senza che il camionista se ne accorgesse. Il camion viaggiò tutta la notte. Dopo un po' si fermò e i due amici scesero ma senza sapere dove si trovassero. L'unica cosa che videro era un campo con delle foglie particolari e una casa nelle vicinanze. Incontrarono una signora gentile che li ospitò a casa sua. I due amici spiegarono tutto l'accaduto e scoprirono che quelle foglie erano di tè. La donna gli offrì una bella tazza di tè caldo con il limone e, quando ebbero finito, usarono la loro bussola per orientarsi e ritornare a casa ringraziando la gentilissima signora.




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Autori: A.M. - F.P.

mercoledì 15 aprile 2020

Novella 28: la dolcezza


C’era una volta un ragazzo di nome Andrea che era disabile e sognava di camminare, correre e andare in bici normalmente. Un giorno con il suo amico Gabriele andò in un hotel di nome Diamante per rilassarsi un po’; appena entrati nella stanza, i due videro un ragno di colore nero e Andrea si spaventò così tanto da prendere un colpo al cuore. Andrea venne soccorso per primo; i dottori, facendo alcune analisi ,scoprirono che Andrea non era più disabile. Andrea sentendo subito le buone notizie andò a salire e scendere le scale e quando uscì dall’ospedale andò in bici ogni giorno e si candidò a una corsa campestre. E la sua amica Giulia si fidanzò con lui.






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Autori: E.M. - E.M. - E.M.

mercoledì 8 aprile 2020

Novella 27: Il libro

Un ragazzo saliva le scale di un hotel per arrivare in camera sua (Ma chi abita in un hotel??). A un certo punto gli venne un male tremendo alla pancia. Poco dopo si ricordò che aveva mangiato della carne e bevuto un cocktail ( I cocktail fanno male, lo sanno tutti!!!); decise, dunque, di andare da un medico.

Visto che era solo mezzanotte (Solo?!?!? Io a mezzanotte è da un pezzo che dormo!!), e quindi non c’erano ambulanze in giro, decise di prendere il suo paracadute ( Col mal di pancia???). Appena vide un camion che portava amuchina all'ospedale decise di lanciarsi, portando con sé il suo libro preferito (Ma che libro potrà mai essere??? Un libro di incantesimi della scuola di Hogwarts???). Quando arrivò all'ospedale per essere controllato, i dottori dissero che non era niente e che poteva stare tranquillo (Robe da matti!!!).




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Autori: C.O. - G.G. - N.M.

martedì 7 aprile 2020

Novella 26: La scuola


C’era una volta un ragazzo che si chiamava Marco che stava per partire per il Canada perché nella sua città c’era il corona virus, però non aveva abbastanza soldi per il viaggio. Un giorno salì le scale della sua casa e trovò una valigia con dei diamanti e dei soldi. Allora Marco andò a prendere l’aereo ma, arrivato in aeroporto, gli fecero il tampone per vedere se aveva il coronavirus. Il giorno dopo arrivarono i risultati ed era negativo. Il giorno seguente, prima di trovare una scuola, si rese conto che non respirava bene e andò dal dottore. L’indomani gli diedero la chiave per la sua camera in albergo; quando entrò nella sua stanza accese le luci, studiò biologia – imparo cose nuove sugli alberi, ma si rese conto che non respirava. Chiamò un’ambulanza e gli fecero di nuovo il tampone e questa volta era positivo al coronavirus. Dopo una settimana, scoprirono la cura e Marco guarì, così come guarirono in tutto il mondo. Marco ritornò a casa e vissero tutti felici e contenti.




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Autori: M.M. - A.R. - I.D.

sabato 4 aprile 2020

Novella 25: La casa


C’era un volta uomo di nome Gianmarco che si era perso in un paese di campagna, in mezzo alle viti.
Andò nella città vicina correndo, passò a prendere un giornale in edicola dove lesse una notizia speciale che diceva: TUTTI GLI ABITANTI DELLA CAMPAGNA DEVONO FARE UNA VISITA ALL’OSPEDALE.
Dopo cominciò a piovere e così Gianmarco salì su un autobus che portava all’ospedale, dove si fece visitare: il dottore gli disse che era positivo al Coronavirus.
Allora decise di tornare a casa in treno; peccato che al suo ritorno i medici avevano svuotato tutta la sua casa e così lo mandarono in una villa per stare in quarantena. Per Gianmarco sembrava più una vacanza, infatti al suo interno c’erano una televisione enorme, una piscina e un giardino con un campo da tennis.
Dopo due settimane, però, dovette abbandonare l’enorme villa per ritornare al suo appartamento.





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Autori: A.M. - G.B. - T.S.

venerdì 3 aprile 2020

Novella 24: La salita


Un giorno un calciatore andò agli allenamenti e, improvvisamente, dopo un tiro maldestro il pallone finì in fondo ad una grande salita. In quel luogo c’era un labirinto con due bambini che correvano, ad uno dei due gli batteva fortissimo il cuore e si sentì male; in suo soccorso arrivò un arciere che lo aiutò a far ritornare alla normalità il suo battito . Il signore con l’arco, che era molto gentile, lo portò a casa sua a mangiare una bistecca e a sorseggiare una tazza di tè fuori al sole; in questo modo, fra loro, nacque una grande amicizia.





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Autori: A.B. - A.P.

giovedì 2 aprile 2020

Novella 23: Zaino


Finalmente era arrivato il giorno che aspettavo da sempre: 1° aprile 2020. So che state pensando che io sia felice perché è il giorno degli scherzi o qualcosa di simile ma non è cosi; quello era il giorno del mio diciottesimo compleanno. Non potevo realizzare il fatto di essere diventato maggiorenne. Tutti mi hanno sempre preso in giro per essere nato in questo giorno, la frase che mi ha sempre dato fastidio è stata: sei uno scherzo della natura! Quando mi sentivo dire queste parole mi chiudevo in camera e piangevo a dirotto, ma quella volta era diverso, volevo godermi questo giorno che ho aspettato da sempre e noi avrei permesso a nessuno di rovinarmelo. Quella stessa sera rimasi sveglio fino a mezzanotte sperando che almeno uno di quei pochi amici con cui avevo legato a scuola mi facessero gli auguri tramite un messaggio o, meglio ancora, tramite le storie di instagram, quelle sì che sono una vera figata! Aspettai fino a 00:30 ma niente. Deluso, decisi di andare a dormire, illudendomi del fatto che forse il motivo per il quale nessuno mi aveva scritto è stato per lo studio o per il fatto che stessero dormendo; effettivamente era un po’ tardi. Quando mi alzai la prima cosa che feci è stata accendere il cellulare e non c’era ancora nessuna notifica. L’ unica cosa che potevo fare era restare a casa, leggere il mio giornale bevendo la mia tazza di tè. Ad un certo punto suonò il campanello e quando aprii la porta mi ritrovai davanti tutti miei amici con in mano palloncini, regali, bibite e CIBOOO…Mi dissero che avevano organizzato una sorpresa e che se non mi avevano fatto gli auguri prima, era solo uno scherzo, e per farsi perdonare mi regalarono una motocicletta. Non potevo credere che l’avessero fatto e che avessero speso così tanti soldi per me, finalmente non dovevo più andare in giro con quella bicicletta. La cosa più importante però, non era tanto il fatto che mi avessero comprato quella moto, ma che loro fossero lì con me, erano loro il mio vero regalo. Il giorno dopo corsi subito al negozio sotto casa per comprare tutto l’occorrente: casco, guanti, eccetera. Stranamente quel giorno c’era molta gente, ma a ciò non diedi molta importanza. Dopo un settimana, andai a comprare il giornale per tenermi informato sulle nuove news del giorno. Da ciò che vidi rimasi scioccato; lessi che questo coronavirus era diventata una guerra, che ogni persona che era stata in un luogo affollato, dove era possibile il contatto con persone, doveva fare un tampone. In quel momento mi tornarono in mente il negozio affollato e la festa del mio compleanno. Il giorno seguente andai a fare il tampone, dopo due giorni arrivarono i risultati, i quali dicevano che ero positivo al quel maledetto virus.





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Autore: D.C.

Novella 22: Lo zaino


C'era una volta un signore anziano di nome Luigi che andò a fare la spesa. Quando arrivò in macchina, si accorse che una strana persona era dietro di lui. Il signore pensò che la persona avesse la macchina a fianco, ma ad un certo punto il personaggio strano si mostrò ed era un ninja, ma non di quelli buoni, era un ninja cattivo, sporco e malconcio. Il ninja gli rubo lo zaino con dentro tutti i suoi dati personali e il signore anziano lo seguì con la macchina. Il ninja era molto lento perché era con la bicicletta; ad un certo punto il ninja si fermò ed entrò in un posto strano. Il signore a sua volta ci entrò ma ad un certo punto il ninja cattivo lo vide e comincio a rincorrerlo. Quando il signor Luigi si fermò, cominciò a diluviare, ritornò a casa e chiamò la polizia. Il giorno dopo la polizia lo contattò dicendo che il suo zaino era a Parigi, il signore era sconvolto perché era molto lontana e lui abitava in Russia, precisamente a Mosca.
Il signor Luigi si fece coraggio, partì con la sua moto e dopo sette ore di viaggio arrivo alla frontiera tra la Slovenia e l’Italia. Gli chiesero i documenti, lui glieli diede e ripartì. Quando arrivò a Parigi bevette un tè con un suo caro amico. Il giorno dopo incontro una bella ragazza della sua età e andarono ad un ristorante romantico, bevettero un cocktail e tutto andò bene, ma ad un certo punto il signore anziano vide il ninja entrare dentro un locale rock. Il signore chiamò la Swat e l’FBI e andò a riprendere lo zaino.





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Autori: F.P. - N.M.

mercoledì 1 aprile 2020

Novella 21: il coraggio

C'era una volta un bambino, di nome Artur, che amava giocare a calcio. Un giorno con la sua famiglia andarò a mangiare in un ristorante speciale, da un cuoco famoso, la sua pietanza preferita:una bistecca . Finito di mangiare Artur e la sua famiglia andarono al parco giochi e presero uno zucchero filato, che piaceva tanto alla mamma. Poi decisero di fare un altro gioco: Artur doveva scgliere un Paese del mondo e raggiungerlo in mongolfiera. Ma lui aveva tanta paura di viaggiare in mongolfiera, perchè soffriva di vertigini. Tutti gli fecero coraggio e Artur preparò i bagagli. Arrivato il giorno dell'imbarco il bambino iniziò a piangere. I suoi cari lo consolarono e riuscì a partire. Fu una grande sfida per lui, vinse la sua paura più grande. Tutti furono felici e appena atterrato all'aereoporto, il re di quel Paese regalò ad Artur la sua corona.






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Autori: F.B - N.M.