martedì 31 marzo 2020

Novella 20: La strada


Un ragazzo era andato in vacanza alle Maldive nell’hotel più lussuoso di un piccolo paesino, si svegliò e andò a fare colazione insieme a suo padre. Quella giornata era molto calda, allora per colazione decisero di mangiare una bella anguria rinfrescante e un buon bicchiere di tè. Poi lui e suo padre uscirono dall’hotel e videro un uomo con un carretto che vendeva palloncini, allora il ragazzino chiese al padre se ne poteva comprare uno; il padre glielo comprò e insieme decisero di giocare a pallone in mezzo alla strada deserta di quel piccolo paesino. Giocarono per un po’ di ore ma suo padre si stancò, prese le chiavi e andò in camera a riposarsi. Il bambino si sedette sotto una palma e quando iniziò a farsi sera, annoiato, decise di andare anche lui in camera. Ormai si era fatta ora di cena e lui e suo padre andarono a mangiare una buona bistecca. La notte ormai era vicina, lui e suo padre decisero di andare a dormire perché l’indomani gli aspettava una nuova bellissima giornata.





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 Autori: E.M.

lunedì 30 marzo 2020

Novella 19: La tristezza

Pietro con il suo cane Jerry andò a fare visita a suo nonno che in quei giorni stava male. Pietro portò al nonno un pezzo di pane e dei soldi per poter pagare le spese mediche. Lungo la strada trovò un diamante che brillava e lo portò dal nonno, glielo fece vedere e il nonno gli disse: “Tienilo come mio ricordo”. Lungo la strada per il ritorno a casa incontrò un uomo vestito in modo strano che gli disse: “Cosa hai nelle mani?”. Lui rispose: “è una perla che ho trovato per terra”. Il signor gli disse: “Lo scambieresti con il mio libro magico?”. Il bambino gli disse di no perché era un ricordo di suo nonno e il pirata lo insegui tutto il giorno. Il bambino ricevette una chiamata dal nonno che gli diceva di ritornare dal nonno per aiutarlo con il bucato e le lavatrici. Il nonno era già da tempo malato e portava sempre con sé la sua bussola per orientarsi. Il nonno si sentì male e il nipotino lo portò all’ospedale, dove morì. Il bambino si accorse che alla morte del nonno il diamante smise di brillare; capì che dentro la pietra c’era l’anima del nonno e in futuro vissero tutti felici e contenti.





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Autori: C.O. - M.M. - A.M.

sabato 28 marzo 2020

Novella 18: La scoperta


C’era una volta un uomo di nome Marco che mentre si allenava inciampò e trovò una chiave. Sulla chiave c’era inciso: caccia al tesoro con PREMIO. Marco allora decise di portare la chiave alla sua fidanzata Linda, e gli spiegò tutto l’accaduto. I due fidanzati decisero di andare da un amico esperto e chiedergli quando era stata incisa la scritta. L’amico disse che era stata incisa qualche giorno fa, e che apriva un camion. Allora i due decisero di andare al parcheggio dei camion, e provarono ad aprire tutti quelli nel parcheggio. Dopo un po’ la chiave entrò nella serratura di uno di questi; quando ci salirono partì della musica e mentre ancora cercavano di realizzare la grande scoperta videro un regalo, e lo aprirono. All’interno c’era un buono per un ristorante molto costoso. Quella sera prenotarono per le 7; quella sera fecero un po’ di ritardo e dalla fretta salirono le scale al contrario, ma arrivarono in tempo. I due ordinarono cosce di pollo e acqua con il limone. Dall’emozione Marco e Linda si baciarono.





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Autori: E.M. - G.G. - A.R.

venerdì 27 marzo 2020

Novella 17: La festa


C’era una volta, in una graziosa cittadina a metà tra i monti e il mare, un simpatico anziano di nome Emilio. Emilio faceva il ferroviere: da molti anni viaggiava tutto il giorno sul suo treno, da una parte all’altra del suo Paese. Era un lavoro stancante ma a Emilio piaceva molto, perché incontrava un sacco di persone. In una bella mattina di sole, Emilio come sempre stava per salire sul suo treno, ma si accorse che tra i passeggeri c’era un bambino che non poteva salire, perché era sulla sedia a rotelle. Emilio si avvicinò dolcemente e vide che il bimbo era triste: tutti i suoi compagni avevano già preso posto, e non avevano pensato a lui. Il ferroviere iniziò a parlargli ed il bimbo ad un certo punto gli disse: “ Emilio, per me salire su questo treno è così difficile quanto per te salire su una scala mobile che va al contrario.” Emilio capì il dispiacere di quel bambino e decise di fargli un bel regalo: lo portò con sé nella cabina di pilotaggio e governò il treno insieme a lui: questo era più esilarante di qualsiasi festa. Il bimbo era raggiante di gioia e i suoi occhi brillavano più dei diamanti: a chi non piacerebbe guidare un treno?!




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Autore: C.C.

mercoledì 25 marzo 2020

Novella 16: la fiducia


C’era una volta un signore di nome Giangingillo che, caduto da una navicella spaziale, si ritrovò sulla superficie Terrestre. All'inizio non capiva dove fosse, si guardò intorno e si ritrovò in un centro commerciale. Entrò subito incuriosito e la prima cosa che lo colpì fu una signora sulle scale mobili che andavano al contrario; quella era una donna speciale, sapeva fare tutto: guidare una macchina sportiva, le moto, i treni, coltivare le mele e usare il PC. Giangingillo era molto stupito, avrebbe voluto conoscere quella signora, ma non si fidava. Decise allora di portarla in hotel . Le si avvicinò per prenderla, ma appena le arrivò di fronte il loro occhi si incontrarono: quella donna aveva uno sguardo così dolce, profondo e sincero che Giangingillo non ebbe più dubbi su di lei. Fu così che nacque una grande amicizia basata sulla fiducia, tra un uomo giunto dallo spazio e una signora che andava al contrario sulle scale mobili.




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Autori: T.S. - A.B. - J.M.
con la collaborazione di C.C.

martedì 24 marzo 2020

Novella 15:La scusa


C'era una volta un ragazzo che si laureò per primo tra tutti quelli del suo corso. I suo genitori gli diedero 10.000€, con i quali prese in affitto un appartamento in un hotel. Mentre stava tornando in hotel, un ragazzo in sedia a rotelle gli chiese se potesse accompagnarlo a casa perché sentiva caldo: al ragazzo si accese la lampadina in testa, lo fece girare in mongolfiera verso Nord-est dove faceva un po' più freddo e gli disse che lì c'era il Coronavirus e che non ci sarebbe dovuto andare. Si fece sera e ritornarono a casa; prima di salutarsi, il ragazzo diede un lecca-lecca al ragazzo in sedia a rotelle.




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Autori: A.M. - I.D. - N.M.

lunedì 23 marzo 2020

Novella 14: Un nuovo amico


Un giorno ero in aereo per andare in Cina. Appena arrivato, in aeroporto vidi un bidone che si muoveva e dentro c’era un gattino e me ne innamorai subito. Quindi decisi di portarlo in Hotel. Appoggiai i bagagli e decisi di lasciare il gattino in camera mentre io andai nella palestra dell’ Hotel ad allenarmi un po’. Il tempo trascorse senza che me ne resi conto!Si fece notte e tornai di spora per fare una doccia e andare a dormire; aprii la porta e trovai il gattino addormentato nel mio letto. Da quel giorno mi fece compagnia per tutta la vacanza!!





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Autori: E.M.

Novella 13: La sorpresa


In una notte buia, un ragazzo tornò nell’hotel dopo essere stato ad allenarsi in palestra. Appena arrivò, all’entrata vide un bidone con un pane sopra, ma lo ignorò ed andò nella sua stanza. Quando entrò nella stanza vide la sua ragazza che gli ha fatto una sorpresa: un biglietto per un volo a Parigi.


#andràtuttobene e torneremo a viaggiare!!!




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Autori: G.G.

venerdì 20 marzo 2020

Novella 12: Il gioco

C'era una volta un ragazzo che portava a spasso il suo cane e giocava con lui a pallone. Il ragazzo, ad un certo punto, calciò la palla troppo forte e finì dentro ad un pullman. Visto che non aveva altra alternativa, il giovane salì e dovette pagare il biglietto; si sedette vicino ad un signore malato, ma lui non ci fece caso, perché il suo cane aveva preso la chiave del signore. Subito il ragazzo la restituì chiedendogli scusa. Il giorno dopo il giovane non si sentì bene: anche se fuori era molto caldo, lui sentiva molto freddo e decise di chiamare l'ambulanza. I medici gli fecero subito il tampone: il ragazzo risultò positivo; gli chiesero se fosse stato a contatto con qualcuno e lui rispose di no, soltanto con il suo cane. Poi ripensò al giorno precedente: era entrato nell’autobus per colpa del suo cane e vicino a loro c'era un signore cinese che aveva molta tosse ma lui non se n'era accorto. Dopo pochi giorni lo portarono in quarantena su una nave a Genova e la storia finì al telegiornale: da lui era partita una grave epidemia chiamata “coronavirus”.  Dopo mesi di ricerca, gli scienziati trovarono una cura, lui dopo pochi giorni guarì e tornò a casa dal suo cane, tornò a giocare con il pallone con i suoi amici.





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Autori: F.B - C.O. - A.R.

giovedì 19 marzo 2020

Novella 11: La menzogna


C’era una volta un camionista di nome Gilberto che trasportava in un camion amuchina e mascherine. Mentre consegnava i pacchi se ne tenne uno per sé; i controllori gli chiesero se avesse consegnato tutti i pacchi perché ne mancava uno all’appello. Gilberto disse di no, ma i controllori lo perquisirono e trovarono un pacco di amuchina e di mascherine; Gilberto fuggì e il poliziotto Stefano lo inseguì. Gilberto prese un biglietto per il pullman e se ne andò, il poliziotto salì su un dirigibile e lo inseguì dall’alto; Gilberto dopo la fermata del pullman comprò un biglietto per il traghetto, anche se Gilberto andava veloce Stefano lo era di più. Dopo un po’ Stefano si stancò e andò alla caserma a parlare con il capo e gli disse che un camionista aveva rubato amuchina e mascherine e, siccome aveva detto una menzogna, avrebbe dovuto pagarne le conseguenze. Gilberto stava correndo sotto la pioggia e un fulmine lo colpì e gli provocò un infarto; fu chiamata un’ambulanza e fu portato in ospedale. Il giorno dopo il capo andò a fare visita a Gilberto, tutti e due presero il corona virus senza saperlo. All’indomani il capo fece recare tutti i poliziotti alla caserma per premiare il poliziotto Stefano per aver catturato il ladro. Il capo senza volerlo contagiò tutti con il corona virus e il giorno dopo tutti andarono all’ospedale dove riuscirono a guarire dopo una settimana.
LA MORALE E': LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE!





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Autori: F.P. - M.M. - E.M.

mercoledì 18 marzo 2020

Novella 10: Il viaggio


C’era una volta un anziano di nome Antonio che era ritornato con l’aereo dalla Cina. Appena tornato andò in gelateria a prendere un gelato e quando arrivò a Messina scrisse con il suo PC sui Social Network che aveva fatto una vacanza in Cina.
I dottori andarono a casa sua a misurargli la febbre per vedere se avesse il Coronavirus. I dottori dissero che era positivo; lui rimase sconvolto e quando i dottori gli chiesero cosa avesse fatto in Cina, lui rispose che era andato ad un concerto musicale.
Lo portarono in ospedale e gli fecero indossare dei vestiti strani e misero i suoi a lavare.
Dopo tre giorni lo curarono e ritornò a casa sano e salvo.




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Autori: A.P - P.O. - T.S.

martedì 17 marzo 2020

Novella 9: La pazienza

Ogni giorno al telegiornale vedevo che la situazione sul coronavirus stava degenerando. In quei giorni ero molto preoccupata per mio nonno visto che ormai era da solo in quella casetta a fare sempre le solite faccende. Ogni volta che parlavo con lui tramite il computer mi venivano in mente quei bei momenti trascorsi assieme quando ero piccola, quando andavo al bar con lui a mangiare un gelato, o quando facevamo quelle lunghe passeggiate nella natura sotto il sole, o quando lui mi leggeva le storie del mio libro preferito o quando andavamo al supermercato e mi comprava sempre le mie caramelline preferite. Da quando c’è il coronavirus il nonno non ha più risposto alle videochiamate e io iniziai un po’ a preoccuparmi. Il giorno dopo ci chiamarono dall’ospedale dicendo che il nonno era positivo al covd19. Piansi tanto, pregai che il nonno guarisse al più presto ma ormai era troppo tardi; dopo una settimana di terapia intensiva il nonno ci lasciò. Durante il funerale ero a pezzi, non potevo credere che fosse successo veramente, capii che questo virus non era un gioco e che la cosa migliore da fare era rimanere a casa e uscire solo se strettamente necessario. Per sopravvivere dobbiamo fare dei sacrifici.




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Autori: D.C. e I.Y.M.

lunedì 16 marzo 2020

Novella 8: La vita


C'era una volta un signore anziano con problemi al cuore. Spesso era costretto ad andare dal medico o addirittura l'ambulanza andava a prenderlo per portarlo all'ospedale. Quando ancora non aveva questa malattia, amava mangiare coscette di pollo mentre guardava la tv. Un giorno, nella sua stanza di ospedale, lo rapirono degli alieni e gli diedero una chiave della vita con la quale curarsi. Ora l’uomo è guarito e se la spassa mangiando le coscette di pollo sotto un albero, contento della sua vita.









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Autori: A.B. e G.B.

sabato 14 marzo 2020

Novella 7: L'intelligenza al tempo del Corona virus

C'erano due amici: lui si chiamava Marco e lei Serena. A loro piaceva tanto passeggiare insieme, fare jogging, andare a mangiare il gelato, fare una corsetta; a Serena piaceva fare shopping, soprattutto comprare le scarpe con  il tacco alto,. Ma un giorno, mentre erano a passeggio li fermò un vigile arrabbiatissimo che disse loro di tornare a casa, per non contagiare la popolazione con il “Corona virus”. I due amici tornarono ognuno a casa propria, tristi.Pensavano e ripensavano a come poter salvare il Paese dal “Corona virus”. Marco accese il suo computer, entrò su Google e la prima immagine che vide fu una mongolfiera. Gli si illuminò il sorriso e chiamò subito Serena. Insieme affittarono una mongolfiera proprio come quella vista sul web, con la quale gettarono dall’alto, per tutto il paese, l’amuchina  e salvarono tutto il mondo. Visto che i due amici erano contentissimi perchè avevano sconfitto il virus e salvato tutti, decisero di fare una vacanza in un’isola deserta.




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Autori: A.M. - A.R. - N.M.

venerdì 13 marzo 2020

Novella 6: L'attesa


C’era una volta un chimico di nome Antonio che viveva in un paese molto lontano. Un giorno, nel 2020, decise di andare a fare la spesa all’Iper perché in quel periodo successe una cosa bruttissima: arrivo il coronavirus, una malattia che poteva contagiare tutti.  Siccome il signore aveva paura, decise di fare la scorta delle materie necessarie di cui non si poteva fare a meno, andò, parcheggiò e pagò il biglietto per la macchina, salì le scale mobili ed entrò nel supermercato. Quando finì di far la spesa, usci dal supermercato e vide che fuori nevicava e che, per il freddo, gli si stava per congelare la barba. Rientrò nel supermercato e, siccome questo stava per chiudere, lui uscì e si andò a riparare sotto un albero molto ma molto bello, tutto pieno di neve. Antonio però aveva paura di prendere il corona virus e, quando finì di nevicare, corse subito a casa, mise apposto la spesa e andò a dormire. La mattina dopo, il signor Antonio decise di fare un bel viaggio in un posto caldo perché si era stancato del freddo e voleva andare alle Maldive; accese il suo computer e prenotò il viaggio, preparò le valigie e prese il treno diretto all’aeroporto. Il signor Antonio prese paura nel salire in treno perché vedeva che tutti avevano la mascherina e dei guanti; lui invece non aveva niente, quindi gli dissero che se lui entro cinque minuti non gli avesse messi, non avrebbero potuto farlo salire e sarebbero andati via senza di lui. Antonio corse subito a prendere un paio di quanti e una mascherina e partirono. Antonio si chiese perché tutti stessero a distanza di un metro e tutti gli dissero: “per il corona virus”. Lui si mise a ridere perché diceva che a cinquant’anni non si attaccava solo ai ragazzi e bambini. Arrivato in aeroporto ci fu una brutta sorpresa, per ordine dello stato tutti i voli vennero annullati; lui rimase di stucco e non sapeva più cosa fare. Lo fecero tornare di nuovo a casa e il giorno seguente Antonio si sentì male, febbre, mal d’ossa, tosse gli fecero pensare che avesse preso il coronavirus; a quel punto chiamò un’ambulanza che lo portò subito in ospedale. Il tampone fu positivo e il signor Antonio venne messo in quarantena. Durante questa lunga attesa scoprì la medicina, ma nessuno gli credette, ma Antonio non si perde di morale e cercò in tutti i modi di farsi sentire sia dalla gente sia dal governo. Dopo qualche mese, Antonio venne chiamato da un professore di Roma, insieme studiarono ciò che egli aveva scoperto. Fu così che grazie ad Antonio tutte le persone del mondo guarirono. Antonio era diventato un eroe! La morale è: per chi sa aspettare c’è sempre un meraviglioso arrivo, le cose belle hanno il passo lento.





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Autori: M.M.

mercoledì 11 marzo 2020

Novella 5: La furbizia di Pinto


C'era una volta un arciere, conosciuto come gran bevitore di birra ed era chiamato “Pinto”, come i boccali di birra. Un giorno fece uno scherzo telefonico ad un suo amico e lo fece arrabbiare moltissimo. L'amico lo cercò con il binocolo ma non lo trovò. “Pinto” sapeva che l'amico non vedeva tanto bene (per questo usava spesso il binocolo) e gli mise delle banane sotto i piedi, così scivolò e poi gli buttò anche del caffè bollente addosso. Dopo questo emozionante scherzo, “Pinto”, per non dimenticare l’accaduto, lo scrisse nel suo diario, ma...era davvero accaduto o era una fantasia per l’effetto dell’ennesima pinta di birra?? Chissà...






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Autori: C.O.- G.G. - I.D.

martedì 10 marzo 2020

Novella 4: L'Amore

Una sera Luca andò ad una festa e vide una bellissima ragazza e rimase a bocca aperta. Luca quella sera andò dalla ragazza e le chiese se la sera dopo voleva andare a cena con lui; lei accettò. La mattina dopo Luca andò a comprare una camicia e tornato a casa la stirò. Quella sera tardi Luca si preparò per andare a cena con Ludovica. Luca e Ludovica andarono al ristorante e ordinarono due bistecche. Una bellissima giornata di sole Luca aveva una partita di calcio per cui si era allenato molto; mentre Luca fece un goal bellissimo vide Ludovica esultare, quella sera finita la partita Luca e Ludovica festeggiarono fino tarda notte e si fidanzarono.






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Autori: A.P. - E.M. - P.O.

lunedì 9 marzo 2020

Novella 3 : La fortuna


Un giorno un paracadutista di nome Gabriele Coronavirus, chiamato così perché aveva contratto il coronavirus, atterò su un hotel cinese; comodo comodo si mise sul letto a guardare la tv, ma stanco di stare rinchiuso dentro quell’hotel gli venne la brillante idea di affittare una bici. Non contento della sua velocità decise di rubare una macchina contagiando così la popolazione. Un giorno il potente guardiano volante della città avvistò con il suo super binocolo il maledetto virus ma prima di raggiungerlo, siccome era concentrato a catturarlo e a sbarazzarsene, andò a sbattere contro un albero, ma non si fece abbattere e continuò a cacciarlo con la sua arma demoniaca, l’Amuchina Spray, grazie alla quale riuscì a sconfiggere il virus e a liberare tutti i cittadini da quell’inferno.






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Autori: F.P. - A.B. - D.C.

sabato 7 marzo 2020

Novella 2: Lo scherzo


In America, in un lussuoso bar, un uomo aveva bevuto del vino, ma qualcuno gli aveva messo il veleno nel bicchiere. Quella stessa sera la persona morì. Tre giorni dopo un ladro buttò la bottiglia di vino nel barbecue e tutta la carne si bruciò; con l'esplosione morirono tre persone.
Chiamarono i pompieri e la Polizia per indagare; questi dissero che chiunque avesse visto una persona scherzosa, avrebbe dovuto chiamare subito il 113.
Un giorno, l'uomo che aveva causato gli scherzi finiti male, per scappare dalla polizia comprò un biglietto aereo . Durante il viaggio, il comandante dell'aereo aveva avvisato la polizia che forse l’uomo a bordo era proprio il criminale ricercato. Durante il viaggio, il malfattore, per non finire dietro le sbarre, improvvisò un atterraggio, tuffandosi col paracadute dalla porta di emergenza. Quando atterrò nella città desiderata, i poliziotti lo avvistarono e gli spararono.
La morale è: chi gioca col fuoco si brucia!







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Autori: T.S. e E.M.

Novella 1: La gioia

In un piccolo paesino di nome Piandimeleto viveva un ragazzo di nome Marco. Un giorno decise di andare a buttare la spazzatura portandosi con sé il suo cane.
Quando apri il coperchio della spazzatura uscì un odore strano, il ragazzo controllo e non c’era niente.
Il giorno dopo incontrò la sua ragazza e insieme andarono a bere il caffè. Il ragazzo cominciò a tossire, la ragazza gli chiese se stesse bene perché al telegiornale si parlava di un certo “Coronavirus”.
Il giorno dopo Marco andò dal dottore per chiedere se avesse contratto il “Coronavirus”. Lui rimase a bocca aperta e si sentì male. Il dottore chiamò la polizia e l’ambulanza. Arrivò l’elicottero dell’ambulanza con le sirene altissime, lo portarono all’ospedale e lo misero in quarantena per tanto tempo. Dopo due mesi, lo riportarono a casa e lui cominciò a piangere di gioia perché era guarito.







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Novella 1 : Emy e il messaggio nella bottiglia

Quella mattina Emy non era andata a scuola; di nascosto dai genitori, era andata al mare. Aveva voglia di fare una passeggiata sulla spiaggia, ascoltare il suono rasserenante delle onde e lasciarsi inondare da quel profumo così soave di salsedine. Emy non ne poteva più della solita vita, così noiosa, sempre tutto uguale: gli amici, la scuola, la mamma con le sue faccende, il cane da portar fuori tutti i giorni… basta!!! Mentre era immersa in questi pensieri Emy inciampò in qualcosa, abbassò lo sguardo e vide tra i suoi piedi una bottiglia; sembrava proprio quella dei film: tutta sporca, con un tappo di sughero; dentro c'era qualcosa. Emy incuriosita aprì la bottiglia, c'era un biglietto e lo lesse. Diceva così:

«In questi giorni noi alunni non stiamo andando a scuola perché c'è il “Coronavirus”. Abbiamo tutti paura e per questo rimaniamo ciascuno nelle proprie case. Vorrei tanto fare le cose che si potevano fare prima: portare fuori il cane, uscire con i miei amici anche se solo per un pochino. Adesso non mi dispiace nemmeno aiutare mia mamma a buttare la spazzatura...pur di uscire! Mi manca addirittura la scuola: il suono della campanella della ricreazione e della fine delle lezioni, il vigile che ci fa attraversare all'uscita ... ora sembra di non poter far niente e penso che per questo siamo tutti un po' tristi». 

Emy tornò velocemente a casa; cosa significava? Non lo sapeva ma si sentì immediatamente felice per la sua vita così normale.







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Autori: G.B. e C.C.

venerdì 6 marzo 2020

Benvenuto nel Blog della 1C di Piandimeleto.

In questo periodo che noi alunni e insegnanti non andiamo a scuola, lavoriamo lo stesso.
Tutti insieme facciamo un gioco: ogni giorno un gruppo tra noi inventa un racconto per i compagni e lo condivide. Cosa ti ricorda? ebbene sì, il "Decameron" di Boccaccio. L'idea è venuta alla nostra prof. Carmen Cuorpo, che insieme al prof. Nicola Tallarini hanno dato le REGOLE DEL GIOCO.
Grazie alle varie app per conneterci, collaboriamo per far divertire i nostri amici ed anche voi se vorrete leggerci.
Infatti, pubblicheremo tutti i giorni le storie che inventiamo.
Se vi va, seguiteci qui!!!


Buona lettura a tutti!!