venerdì 13 marzo 2020

Novella 6: L'attesa


C’era una volta un chimico di nome Antonio che viveva in un paese molto lontano. Un giorno, nel 2020, decise di andare a fare la spesa all’Iper perché in quel periodo successe una cosa bruttissima: arrivo il coronavirus, una malattia che poteva contagiare tutti.  Siccome il signore aveva paura, decise di fare la scorta delle materie necessarie di cui non si poteva fare a meno, andò, parcheggiò e pagò il biglietto per la macchina, salì le scale mobili ed entrò nel supermercato. Quando finì di far la spesa, usci dal supermercato e vide che fuori nevicava e che, per il freddo, gli si stava per congelare la barba. Rientrò nel supermercato e, siccome questo stava per chiudere, lui uscì e si andò a riparare sotto un albero molto ma molto bello, tutto pieno di neve. Antonio però aveva paura di prendere il corona virus e, quando finì di nevicare, corse subito a casa, mise apposto la spesa e andò a dormire. La mattina dopo, il signor Antonio decise di fare un bel viaggio in un posto caldo perché si era stancato del freddo e voleva andare alle Maldive; accese il suo computer e prenotò il viaggio, preparò le valigie e prese il treno diretto all’aeroporto. Il signor Antonio prese paura nel salire in treno perché vedeva che tutti avevano la mascherina e dei guanti; lui invece non aveva niente, quindi gli dissero che se lui entro cinque minuti non gli avesse messi, non avrebbero potuto farlo salire e sarebbero andati via senza di lui. Antonio corse subito a prendere un paio di quanti e una mascherina e partirono. Antonio si chiese perché tutti stessero a distanza di un metro e tutti gli dissero: “per il corona virus”. Lui si mise a ridere perché diceva che a cinquant’anni non si attaccava solo ai ragazzi e bambini. Arrivato in aeroporto ci fu una brutta sorpresa, per ordine dello stato tutti i voli vennero annullati; lui rimase di stucco e non sapeva più cosa fare. Lo fecero tornare di nuovo a casa e il giorno seguente Antonio si sentì male, febbre, mal d’ossa, tosse gli fecero pensare che avesse preso il coronavirus; a quel punto chiamò un’ambulanza che lo portò subito in ospedale. Il tampone fu positivo e il signor Antonio venne messo in quarantena. Durante questa lunga attesa scoprì la medicina, ma nessuno gli credette, ma Antonio non si perde di morale e cercò in tutti i modi di farsi sentire sia dalla gente sia dal governo. Dopo qualche mese, Antonio venne chiamato da un professore di Roma, insieme studiarono ciò che egli aveva scoperto. Fu così che grazie ad Antonio tutte le persone del mondo guarirono. Antonio era diventato un eroe! La morale è: per chi sa aspettare c’è sempre un meraviglioso arrivo, le cose belle hanno il passo lento.





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Autori: M.M.

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