Quella mattina Emy non era andata
a scuola; di nascosto dai genitori, era andata al mare. Aveva voglia di fare
una passeggiata sulla spiaggia, ascoltare il suono rasserenante delle onde e
lasciarsi inondare da quel profumo così soave di salsedine. Emy non ne poteva
più della solita vita, così noiosa, sempre tutto uguale: gli amici, la scuola,
la mamma con le sue faccende, il cane da portar fuori tutti i giorni… basta!!!
Mentre era immersa in questi pensieri Emy inciampò in qualcosa, abbassò lo
sguardo e vide tra i suoi piedi una bottiglia; sembrava proprio quella dei
film: tutta sporca, con un tappo di sughero; dentro c'era qualcosa. Emy
incuriosita aprì la bottiglia, c'era un biglietto e lo lesse. Diceva così:
«In questi giorni noi alunni non
stiamo andando a scuola perché c'è il “Coronavirus”. Abbiamo tutti paura e per
questo rimaniamo ciascuno nelle proprie case. Vorrei tanto fare le cose che si
potevano fare prima: portare fuori il cane, uscire con i miei amici anche se
solo per un pochino. Adesso non mi dispiace nemmeno aiutare mia mamma a buttare
la spazzatura...pur di uscire! Mi manca addirittura la scuola: il suono della
campanella della ricreazione e della fine delle lezioni, il vigile che ci fa
attraversare all'uscita ... ora sembra di non poter far niente e penso che per
questo siamo tutti un po' tristi».
Ascolta AUDIO della storia
Autori: G.B. e C.C.
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